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Liliana for President (del Consiglio)

Il caso di Rosa Maria Dell’Aria ha fornito un’occasione preziosissima per tornare a parlare di autonomia di pensiero.

La professoressa palermitana ha subito una sospensione lavorativa di 15 giorni comminata dal ministero della Pubblica Istruzione, in quanto ritenuta “colpevole” di non aver vigilato a sufficienza sulle domande che i suoi alunni avevano osato porsi durante una ricerca video proiettata in classe: esiste un nesso tra le leggi razziali e il decreto Sicurezza e Immigrazione?

L’accostamento ha trascinato l’insegnante e l’intera IIE Informatica dell’Istituto Vittorio Emanuele III di Palermo al centro di una bufera che ha spaccato in due l’Italia.

Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e tra gli ultimi testimoni della terribile Shoah italiana, intervistata da Left dichiara di non avere dubbi: “Con il loro meraviglioso lavoro hanno colto una questione cruciale: l’indifferenza. È un loro diritto e devono sempre avere il diritto di esprimere un giudizio, siamo in un Paese con un governo democraticamente eletto. E loro denunciano l’indifferenza, perché ne sono preoccupati. Come me. Quando in televisione passa la notizia di un barcone cappottato, io sento dire: basta con questa roba. È la stessa cosa che accadeva dopo la fine della guerra: basta con questi ebrei e l’Olocausto, non ne parliamo più. E si cambia canale. E l’Europa, non solo l’Italia, chiude i suoi confini”.

Liliana Segre e la scienziata Elena Cattaneo, entrambe senatrici a vita, hanno riabilitato istituzionalmente la figura della professoressa siciliana invitando lei e l’intera classe ad un incontro in Senato per discutere innanzitutto di cosa è stato il nazifascismo, e del perché individuarne caratteristiche e segnali sia il primo passo per difendere i valori della Costituzione italiana.

Una Costituzione nata proprio in seguito all’abisso fascista e che si fonda su ideali democratici assoluti, universali e indissolubili come l’antirazzismo, la libertà di espressione e, non meno importante, l’autonomia di scelta e di istruzione.

“Si tratta – aggiunge Liliana Segre nell’intervista rilasciata a Federico Tulli – di una ferita democratica inferta da una articolazione dello Stato deputata all’ordine pubblico, che entra in una scuola per interessarsi di un lavoro didattico frutto della libera elaborazione di alcuni studenti nell’ambito delle attività per il Giorno della memoria”.

Stando alle notizie che abbiamo è molto probabile che a far emergere la vicenda sia stato un insegnante legato a CasaPound, venuto in possesso del video destinato ad una visione interna delle tre classi coordinata dalla professoressa Dell’Aria.

Nonostante il ministero abbia dichiarato la volontà di revocarle la sospensione, non si è ancora passati ai fatti.

Impossibile quindi non interrogarsi sul ruolo primario che l’istituzione scolastica dovrebbe avere nella formazione e nell’educazione al libero pensiero dei futuri cittadini del Paese.

La senatrice a vita ritiene che il nucleo della scuola siano “gli insegnanti, che per inciso in Italia sono pagati poco e sono considerati come una categoria professionale qualunque sebbene abbiano una responsabilità enorme, passando con i ragazzi molto più tempo dei genitori. Io dico che gli insegnanti si dividono in due categorie. Ci sono quelli per i quali l’insegnamento è una missione e ci sono quelli meno missionari. Nel primo caso la classe è fortunata perché avrà la possibilità di trovare gli anticorpi necessari contro tutto ciò che può impedir di scegliere e decidere liberamente”.

In definitiva “deve far riflettere che la professoressa, invece di essere lodata, sia stata punita”.

Left, settimanale diretto da Simona Maggiorelli, sarà in edicola dal 7 fino al 13 giugno con il titolo di copertina “Liliana for President (del Consiglio)”.

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