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La prima classifica italiana dei supermercati è stilata dal Salvagente, si indaga sulla qualità

Il primo aggettivo che viene in mente quando si parla dei prodotti venduti con il marchio del supermercato è senza dubbio convenienza.

Le private label, così sono chiamati i prodotti con la marca del distributore, sono sempre state considerate delle alternative a basso prezzo se confrontate alle grandi marche, eppure oggi lo sono in misura molto inferiore rispetto al passato.

La parola d’ordine è vendere, e per riuscirsi è necessario offrire molto più di un semplice prezzo competitivo.

Occorrono stimoli nuovi per farsi percepire in maniera nuova dai clienti: secondo una ricerca di Nomisma per l’Osservatorio Marca 2019, per il 55% dei consumatori acquistare un prodotto a marchio è garanzia di “convenienza a parità di qualità” dei prodotti leader, il 32% gli riconosce salubrità e attenzione per l’ambiente mentre un cliente su tre si dice convinto di poter contare su “prodotti di filiere tracciate, certificate e controllate”.

Non solo un occhio attento allo scontrino, dunque, ma anche ai valori legati al settore alimentare.

Un’operazione riuscita, se si considera che il 2018 si è concluso con 10,3 miliardi di fatturato per la Gdo, la quota più alta di vendite dal 2013 e il 2,5% in più rispetto al 2017.

I numeri sono quelli di un mercato estremamente competitivo, e come spiega al Salvagente la sociologa dei consumi e presidente di Marketing&Trade Daniela Ostidich, “quella in corso è una guerra che non combatti con le portaerei ma con la guerriglia”.

Ciò avviene perché “il carrellone non esiste più, oggi la spesa è più frazionata e l’acquisto alimentare come la cena si decide sempre più all’ultimo momento. Contemporaneamente aumentano le alternative a disposizione”.

Per delineare il panorama delle private label nel modo più preciso possibile, la rivista mensile dei consumatori Il Salvagente ha deciso di tracciare la prima classifica italiana sulla qualità dei prodotti a marchio dei supermercati, una sintesi di quattro anni di test di laboratorio e che tiene conto dei giudizi ottenuti nelle analisi di tutti i numeri finora pubblicati.

Sono state considerate le prove effettuate sull’olio, sulla pasta, sulle passate di pomodoro, sui prodotti per la prima colazione, sulla carne e sui salumi, e ancora sui formaggi, dolci e decine di altri cibi verificati in centinaia di esami.

I giudizi complessivi posizionano i marchi Coop, Consilia e Conad in cima alla classifica del livello qualitativo complessivo, valutato in base alle diverse categoria di prodotti presi in considerazione.

Maglia nera invece per Carrefour e Lidl, che si posizionano in fondo alla lista delle grandi catene presenti in Italia.

La classifica completa è disponibile all’interno del numero di agosto del Salvagente, che sarà in edicola con il titolo di copertina “Supermercati e discount: chi vince in qualità”.

 

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