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Da Google oltre 900 milioni di dollari per accelerare la trasformazione digitale in Italia, BertO tra le storie di successo

Le piccole e medie imprese rappresentano la colonna vertebrale del sistema industriale italiano.

Oltre a essere alla base del successo dei grandi marchi del Made in Italy, che sempre più spesso si rivolgono ad aziende specializzate per continuare a crescere nel mondo, hanno un peso specifico enorme sotto il profilo economico e occupazionale: le PMI rappresentano il 92% delle imprese attive, impiegano l’82% dei lavoratori (più di 15 milioni di persone) e generano un fatturato complessivo superiore a 2mila miliardi di euro annui.

Ma con la crisi che si affaccia sul temuto autunno caldo, rischiano anche di essere i soggetti più a rischio.

Come certifica il rapporto Istat “Situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19”, il 70% delle attività produttive ha già sperimentato cali importanti di fatturato e oltre la metà potrebbe avere mancanze di liquidità per far fronte alle spese previste da qui alla fine dell’anno.

A influire negativamente sulle stime è soprattutto la scarsa digitalizzazione delle nostre aziende, che secondo l’indice DESI creato dalla Commissione Europea è ben al di sotto della media europea; l’Italia, nello specifico, occupa la posizione 26 su 28 in termine di vendite online ed efficacia in quanto a presenza sul web.

La necessità di velocizzare il processo innovativo nel nostro Paese è avvertita anche da Google, che pochi giorni fa ha annunciato un investimento di oltre 900 milioni di dollari in cinque anni per accelerare la trasformazione digitale in Italia e l’avvio del programma “Italia in Digitale” dedicato alle piccole e medie imprese del nostro Paese. “Questo nuovo progetto nasce dall’esperienza e dal successo di precedenti iniziative come Crescere in Digitale e Google Digital Training, che negli ultimi cinque anni hanno aiutato 500.000 persone a ottenere le competenze digitali necessarie per rilanciare un’attività o migliorare la propria carriera lavorativa.” spiega Google in una nota ufficiale. “Con questo impegno intendiamo aiutare altre 700.000 persone e piccole e medie imprese a digitalizzarsi, con l’obiettivo di portare il numero complessivo a oltre un milione per la fine del 2021”.

Tra i casi di successo presentati con il programma, Google ha selezionato BertO per il settore del design.

Quella di BertO è già da tempo una storia di successo per la multinazionale. Fondata nel 1974 a Meda, il distretto del design brianzolo apprezzato in tutto il mondo, l’impresa è emersa attorno agli anni 2000 come una vera pioniera nel mondo degli e-commerce: prima con BertOStory, un blog per aprire virtualmente le porte dei laboratori, e poi con un canale Youtube che oggi conta milioni di visualizzazioni.

Grazie alla rivoluzione digital applicata dal suo CEO Filippo Berto, infatti, gli addetti sono passati da 5 a oltre 50 e i suoi divani sartoriali hanno rapidamente fatto il giro del mondo.

Scelto da Google come case study concreto per raccontare come le aziende più digitalizzate abbiano affrontato e superato il momento di crisi durante il lockdown, viene sottolineato che il giovane imprenditore “sa cosa vuol dire comunicare e farlo visivamente attraverso la rete. Lo fa normalmente con webinar, in cui invita tecnici e ospiti. Lo ha fatto in piena emergenza, con un video in cui annunciava la chiusura temporanea dei suoi punti vendita e la sospensione della produzione”.

Nei primi anni 2000 ho capito che dovevamo investire in nuove strategie per competere con i grandi colossi. Avevamo tra le mani un patrimonio enorme: la nostra storia, il territorio, le nostre competenze”, ricorda Filippo Berto, che aggiunge: “con il digitale abbiamo costruito la scatola degli attrezzi che poi ci è tornata utile in questo momento di crisi. I nostri showroom sono diventati virtuali e questo ci ha garantito un vantaggio enorme”.

 

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