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Calvizie, così i big dello sport corrono ai ripari

Non solo Antonio Conte, attuale allenatore dell’Inter ed ex commissario tecnico della nazionale italiana.

La lista delle celebrità dello sport che scelgono di ricorrere a trattamenti contro la calvizie e la perdita di capelli è sempre più corposa, arrivando a includere autentiche icone contemporanee come David Beckham, il campione di tennis Rafael Nadal e il cestista Lebron James, nominato da Associated Press l’atleta più importante dello scorso decennio.

Le statistiche lo confermano: le ragioni di un binomio sempre più attuale, quello calvizie e professionismo, sono da ricercarsi innanzitutto nel modello vincente e di emulazione che i grandi protagonisti dello sport emanano e comunicano.

Mentre da oltre quindici anni sempre più discipline agonistiche vengono trasmesse in televisione e l’audience mediatica cresce, il ruolo degli sportivi (e con essi la propria immagine) sfocia spesso nella cultura di massa e indica modelli anche estetici di successo.

Secondo il dott. Mauro Conti, direttore scientifico del gruppo HairClinic e presidente dell’Osservatorio Nazionale della Calvizie, la principale ragione dietro a una diffusione così ampia di trapianti di capelli e altri interventi negli sportivi è proprio da ricercarsi nel fatto che “gli atleti professionisti contemporanei, anche fuori dal loro contesto sportivo, sono icone perennemente al centro dell’attenzione. Idolatrati dai giovanissimi, sono portati ad incarnare determinati standard fisici ed estetici per generare ulteriore appeal. La presenza di una chioma folta e curata, storicamente uno degli aspetti che più infondono sicurezza nell’uomo e nei suoi spettatori, diventa così un ingrediente del tutto primario nella costruzione dell’immagine pubblica”.

E se quella della calvizie è una problematica che riguarda poco meno di un uomo su due (quasi il 40% in Italia, tra i primi Paesi al mondo per diffusione della malattia), i nuovi sviluppi terapeutici offrono soluzioni alternative e più efficaci del trapianto, per contrastare la perdita dei capelli e bloccarla in modo molto significativo.

Oggi curare i follicoli capilliferi malati è l’obiettivo numero uno – spiega Conti – e va fatto in maniera tempestiva al presentarsi del problema. Una straordinaria innovazione tecnologica in questo senso è certamente la medicina rigenerativa e inclusiva, una nuova disciplina medica che permette di aiutare i follicoli in difficoltà e favorire in maniera efficace la funzionalità follicolare, ovvero la capacità dei follicoli di far nascere e crescere i capelli. È quindi possibile far sì che i follicoli sani rimangano tali – conclude il direttore scientifico di HairClinic – riducendo al contempo l’evoluzione di una malattia come la calvizie che comporta conseguenze estetiche e psicologiche non indifferenti in chi ne soffre. Non è un caso, quindi, se sempre più stelle dello sport ricorrano alle nuove terapie cliniche per correre ai ripari. Grazie a questo approccio di medicina inclusiva, il trapianto di capelli si trasforma in un gesto medico di grande perfezionamento estetico, attuabile eventualmente a seguito di una reale risoluzione del problema della calvizie”.

 

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